Siccità: l’acqua e il disinteresse della politica

siccità e fiumi in secca

Parlare di siccità oggi che al Nord si vede cadere qualche goccia dal cielo, potrebbe sembrare anacronistico, ma l’assenza prolungata di pioggia (e, soprattutto, neve) potrebbe far sentire il proprio peso quest’estate. Un inverno così povero di precipitazioni atmosferiche non si vedeva da diversi anni e, ad esempio nell’inverno 2006/7, ci fu un’estate difficile sul fronte idrico. Se poi la memoria torna al 2003, possiamo ricordare le fontane chiuse per decreto e le razionalizzazioni.

Siccità e possibili scenari

Il bilanciamento idrico lo abbiamo quando in inverno nevica: la neve diventa una riserva utile per l’estate quando, sciogliendosi un po’ alla volta, alimenta le falde. Uno dei rischi quando non nevica è di non avere abbastanza riserve, la siccità ne è appunto una conseguenza. Ma succede anche che, nel momento in cui le precipitazioni avvengono, non essendo ghiacciate e accumulabili, queste creino non pochi disagi o addirittura gravi danni.

Già in questo momento, ci sono comuni in grossissime difficoltà. Sui Piani di Bobbio, zona sciistica del comune di Barzio -LC-, ad esempio, a causa della siccità il sindaco ha autorizzato oggi il prelievo d’acqua da invasi non considerabili potabili, raccomandando di bollire l’acqua prima di usarla per scopi alimentari: effetti della siccità, appunto. Altro rischio derivante dalla siccità in atto è l’aumento percentuale di sostanze inquinanti nelle falde. Per riequilibrare i valori è necessario che le falde vengano ripristinate dalle precipitazioni atmosferiche: se cercate su Google, alla sezione notizie, le parole chiave “acqua non potabile“, vi renderete conto di quanti comuni siano in difficoltà a rifornire i propri cittadini di acqua buona.

Come nel caso della qualità dell’aria, anche la politica relativa alle risorse idriche non può essere lasciata al caso. E’ evidente che decenni di incuria ci hanno lasciato un’eredità davvero preoccupante. Se è vero che la politica attuale non può essere considerata responsabile del fatto che viviamo in periodi di siccità, è vero anche che progetti per evitare le dispersioni degli acquedotti (in alcune zone d’Italia con punte del 60%), progetti di rimboschimento, e così via, mancano del tutto o sono insufficienti. Confidiamo che quando arriveranno le piogge non siano da considerarsi calamità e che qualche mente illuminata avvii programmi seri di tutela ambientale.

 

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