Andrea Albisetti, eroe della Shoah

Shoah, Olocausto, Giornata della Memoria

La ricerca non è stata semplice, ma alla fine l’Associazione Studi Storici tradatesi, è riuscita a mettere anche l’ultimo tassello del puzzle: un eroe, classe 1885, operò silenzioso nel periodo ’43-’45, facendo quanto la sua coscienza gli impose per salvare ebrei dalla Shoah. Il capostazione di Tradate (VA), Andrea Albisetti, corse tutti i rischi necessari per salvare quanti ha potuto.

Albisetti, contro la Shoah prima, la notorietà poi

 

Della sua esistenza si aveva la certezza grazie a relazioni redatte da sopravvissuti alla Shoah, ma non abbastanza chiare da permetterne l’identificazione. Né lui fece evidentemente mai parola di ciò che compì, sfruttando la sua posizione, per aiutare sconosciuti a sfuggire alla deportazione. L’indizio pesante che porta a lui è un violino. O, meglio, lo strumento ribattezzato “Il violino della Shoah“. Questo prezioso strumento era di proprietà di Enzo Levi, figlio di Edoardo e della signora Segre, fratello di Eva e ha una storia davvero singolare che si intreccia con quella di Albisetti.

La famiglia Levi Segre era originaria di Torino, ma trovarono ospitalità presso una villa a Tradate. Scoperti, furono arrestati e tradotti nel carcere di San Vittore, per poi essere trasferiti ad Auschwitz. La signora Segre perì subito, ma Eva si salvò, risparmiata per la sua abilità nel suonare il prezioso violino. Il padre, Edoardo, si salvò proprio grazie ad Andrea Albisetti, che riuscì a farlo salire su un treno che andava in direzione opposta a quello per San Vittore.

Un altro uomo di origine ebrea, da sempre residente a Tradate, ha fornito un altro tassello, raccontando di essere egli stesso sopravvissuto alla Shoah, essendo stato avvisato da Albisetti della sua imminente deportazione. Racconta che grazie ad Albisetti riuscì in tempo a prendere un treno per la Svizzera, trovandovi rifugio. Il capostazione di Tradate aveva infatti tra i suoi compiti quello di smistare la posta proveniente dal Governo e da consegnare alle forze dell’ordine. Leggendo quei dispacci in controluce riusciva talvolta a intravedere i nominativi delle persone da deportare. Collegando i racconti di altre persone sfuggite alla Shoah essendo state avvisate per tempo, si scopre che Andrea Albisetti abbia salvato non meno di una decina di persone, forse venti. L’Associazione Studi Storici tradatesi è all’azione per rendere il giusto onore ad Andrea Albisetti che potrebbe rientrare di diritto tra i “Giusti fra le Nazioni“.

 

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