Festa della Donna: le disparità coi maschi sono troppe

festa della donna

Che non di festa della donna si tratti, ma di commemorazione, lo sappiamo tutti e non insisteremo su questo. Ma l’occasione ci pare utile per rammentare che l’Italia rimane un Paese pesantemente sbilanciato a favore degli uomini e che questo sia culturalmente tollerato. Ecco alcuni dati sulla disparità fra uomini e donne in Italia.

Quando sarà davvero “Festa della Donna”

Secondo il Global Gender Report Gap Index del 2015, che valuta la disparità di trattamento nei campi educazione, sanità, partecipazione all’economia e alla vita politica, tra gli uomini e le donne, l’Italia si piazza al 41° posto su 145 Nazioni analizzate. Per capirci, il Rwanda è 5° e le Filippine 6° e tutta l’Europa che conta ci precede. La sorpresa? E’ il nostro miglior piazzamento di sempre. Già, negli anni precedenti stavamo anche peggio.

L’aumento di presenze femminili in Parlamento ha pesato senz’altro nella valutazione globale. Ma se scendiamo nello specifico scopriamo che nella partecipazione alla vita economica essere donna è un gap insormontabile: siamo infatti 111°. Come dire, le donne in posizioni sempre più ininfluenti le mettiamo, in quelle dove si decide davvero, ancora no.

Quando sarà davvero la “Festa della Donna“, poiché tutte le statistiche, da anni, ci dicono che l’istruzione al femminile è percentualmente più elevata e di maggior qualità, l’accesso al mondo del lavoro, e soprattutto in posizioni di responsabilità, non sarà più precluso o ostacolato. E infine, un auspicio: che arrivi il giorno in cui nessuna donna sia considerata solo in quanto donna, ma ottenga il riconoscimento di essere persona. Allora sarà davvero “Festa della Donna”, ma per ottenerlo occorre che tutti, anche le donne, facciano la loro parte.

 

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