Formati undici nuovi “dog sitter”. Nel carcere di Bollate

dog sitter

Le persone possono sbagliare. Scopo del carcere, tentare di riabilitare chi sbaglia e prepararlo per una nuova sfida, questa volta nel rispetto del civile convivere. La buona notizia arriva dal carcere di Bollate dove undici persone hanno ricevuto l’attestato di “operatore di canile” e dog sitter dall’Universita’ Statale di Milano, nell’ambito di un progetto definito “Jail bond“.

Dog sitter: il progetto


Le finalità del progetto della Statale di Milano sono diverse e ha ottenuto il patrocinio del Comune di Milano. Una, deriva dal fatto che l’interazione uomo-animale non può che avere effetti benefici sulla persona ed è evidente che chi si trova in carcere non possa che trarre giovamento dalla compagnia di un animale. La seconda, l’idea di sfruttare il periodo di reclusione forzata per acquisire professionalità in un ambito lavorativo che offre ancora possibilità. Su un campione di tremila possessori di cani è emerso, infatti, che il 45% d’essi utilizzi servizi di dog sitter o “pet care.

Le undici persone formate sono state scelte nella divisione maschile del carcere di Bollate e hanno ottenuto il diploma ed il tesserino tecnico CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale, riconosciuto dal Coni) che li rende idonei quali operatori di canile e, appunto, dog sitter.

 

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