Meteo: le polveri sottili non fanno più notizia

Polveri sottili

L’immagine che vedete sopra riporta i dati meteo della centralina di Milano Città Studi. Non vi sembrava strano che, dopo che per giorni non si è fatto altro che parlare di allerta meteo e delle polveri sottili e del fatto che i limiti fossero stati regolarmente superati, improvvisamente, dopo “due gocce di pioggia due”, l’argomento sia sparito dai quotidiani e dai TG?

Polveri sottili e un meteo avverso

Beh, a noi sì. E così ci siamo collegati al sito di Arpa Lombardia e abbiamo curiosato. Milano non è neppure la città che sta peggio. Impietosi i dati di Cremona e Mantova. Appena meglio Varese, Lecco di poco sopra i limiti. Il meteo non sta dando una mano, ma attenzione: se dovesse piovere o nevicare si pulirebbe un poco l’aria, ma solo perché trascinerebbe le polveri sottili al suolo, inquinandolo a sua volta.

Che in Italia la questione non sia affrontata seriamente, non è una novità. Le azioni, quando e se vengono messe in atto, sono spesso tardive e inutili. Politiche e progetti approfonditi e a lunga scadenza, che non debbano, insomma, confidare solo in un meteo amico per spostare il problema dall’aria alle falde, non sono ipotizzabili. Ma perché?

Polveri sottili, lobby e la nostra indifferenza

Ipotizzare una città con edifici coibentati, centrali termiche efficienti e servizi pubblici a misura di pendolari, pare utopistico. Immaginare un’amministrazione che, invece di permettere ulteriori cementificazioni e blocchi del traffico inutili, investisse in progetti seri di efficienza energetica, un sogno. Che ne penserebbero i petrolieri? E i produttori di automobili? E gli amici costruttori, perché dovrebbero riciclarsi da edificatori in coibentatori?

La battaglia non è persa solo perché le lobby dirigono delle amministrazioni compiacenti, che al massimo invocano un meteo favorevole. E’ persa perché i cittadini, lungi dal pretendere iniziative concrete e monitorarne l’applicazione, si ricordano di stare respirando veleno solo quando all’informazione fa comodo parlarne. Nell’attesa, non c’è pace per l’aria delle nostre città, fino a quando un meteo piovoso non trasferisce la smog dall’aria che respiriamo all’acqua che beviamo.

 
Foto del profilo di Robbie Nash

Robbie Nash

In musica, o no; di sociale, o no, io scrivo. E' quanto.

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